Croce nera 24/02/2004 Oh, croce nera, scorcio d’abisso, Avverti il gemito natio del fato, Quando nel vento raggrinza e gonfia L’onda umida di scirocco; Mentre stringe nubi d’acqua e memoria. Là, il volto amato e’ ricordo in fuga, Delle stagioni sul baratro in attesa, D’un riverbero di sole per vivere sempiterne. La notte e’ una discesa. Oh, non morire, non morire mai. Una rondine puo’ perdere la primavera; La fossetta di un’espressione, E’ una fossa scavata che occulta, Il sorriso che piange dentro. E tu Ed io Pronomi dispersi, non più personali. La notte e’ la nostra croce. Roberta Vasselli Venezia, 24 Febbraio 2004